Dal 3 al 5 Febbraio
Piazza del Duomo, 95100 Catania CT

Festa di Sant'Agata patrona della città di Catania

La festa di sant'Agata si festeggia il 5 febbraio, giorno in cui tutta la città di Catania si ferma in devozione della santa protettrice.

Originariamente, Agata dopo essere stata santificata divenne la santa protettrice delle balie e delle donne che allattano, dal momento che le vennero strappate le mammelle dopo il suo rifiuto a sposarsi con un uomo ricco. Nella notte i seni le ricrebbero e allora la ragazzina venne gettata nella brace dove morì.

Un anno dopo la sua morte, a Catania una violenta eruzione dell'Etna, mise in pericolo la città e i cittadini invocarono Sant'Agata posando il suo velo sulla sua tomba. Il fiume di lava incandescente si fermò improvvisamente. Per questo motivo la santuzza è invocata anche in caso di incendio e di eruzioni vulcaniche.

Dopo questo evento, Sant'Agata è stata nominata protettrice della città.

Una festa lunga tre giorni tra devozione e folklore.

Ufficialmente, la festa dura tre giorni, ma fin dal 21 gennaio si iniziano a sentire dei colpi di mortaretti, dal momento che per la città vengono portate in giro per i quartieri popolari le candelore dei mestieri e ognuno decide di onorare la sua candelora preferita.

La festa consiste in un percorso cittadino delle candelore che attraversano i luoghi del martirio e occorrono tre lunghi giorni attraverso i quali i devoti venerano la santuzza tra preghiera e coinvolgimento emotivo.

E' una festa molto sentita e i cittadini si affidano alla santa per chiedere delle grazie o per essere sostenuti ogni giorno della vita.
Sono tre giorni di culto in cui tutta la cittadinanza si riversa per le strade per seguire le 12 candelore, che sono grossi ceri di varia dimensione trasportati in spalla dai devoti, decorati di luci e cristalli e che rappresentano i vari mestieri.

Il momento più atteso è quando esce dalla Cattedrale di Sant'Agata al Duomo, il busto reliquario della Santuzza, tutta agghindata di gioielli.

I devoti che indossano un saio di colore bianco la adorano e gridano la frase che accompagna tutta la festa "Siamo tutti devoti tutti, cittadini viva San'Agata."
Oltre ai cittadini che si riversano per il centro storico, giungono da ogni parte del mondo anche i siciliani emigrati o i figli e i nipoti di questi che conoscono la storia della Santa e dei miracoli che negli anni ha compiuto.

Nel primo giorno di festa, tra devozione e folklore, i devoti portano in spalla il cero votivo che secondo la tradizione deve pesare quanto la persona che lo porta.

Protagonisti della sera del 3, sono gli spettacolari giochi pirotecnici che lasciano tutti con il naso all'insù, accompagnati dalle note delle opere musicali più famose. Questi fuochi stanno ad indicare la forza della santa che tutto può anche contro il fuoco dell'Etna e gli incendi.

E' il 4 febbraio che il busto reliquiario di Sant'Agata esce dalla cella situata in Cattedrale, dove è conservato tutto l'anno. I devoti attendono con fervore questo momento quando scorgono il viso sorridente della bambina che dà loro forza e coraggio. Nel corso degli anni, quando la città ha vissuto momenti difficili, il volto della santuzza è apparso meno sorridente.

I devoti vanno in processione dietro alla santa, indossando il saio bianco (sacco), che ricorda la camicia da notte indossata dagli uomini nel lontano 1126,  quando i cittadini corsero di notte ad accogliere le reliquie di Sant'Agata riportate a casa da Costantinopoli.

Il busto viene caricato sul fercolo e tutto il peso, che arriva a 30 quintali, viene portato in devozione per le vie della città, mentre tutti i devoti sventolano un fazzoletto bianco.

Sia le candelore di vario peso che il fercolo vengono portati in spalla dai devoti più anziani e da coloro che devono onorare la santa per la grazia ricevuta. Da diversi anni, a causa degli incidenti mortali che purtroppo sono accaduti, alla candelora di Sant'Agata è stato collocato una sorta di freno motore che viene innescato nel caso di pericolo.

Durante la processione vengono date in dono candele e fiori alla santa protettrice, come devozione e speranza che ogni richiesta venga esaudita. I devoti che chiedono una grazia o sono riconoscenti perché già ricevuta, vestono i loro bambini fin dalla nascita con il saio tipico e li innalzano verso la santa per ricevere la sua benedizione.

Il 5 febbraio è la giornata conclusiva della festa in cui si continua il percorso cittadino tra una folla incredibile di devoti, immersi nel profumo del torrone e dei dolci che vengono preparati per l'occasione.

Quelli tipici sono le olivette che sono dei dolci di mandorla e poi le minnuzze (seni), le classiche cassatelle di ricotta.

Il momento più atteso del percorso agatino è quello della salita di San Giuliano, un tratto di strada in salita molto impegnativo, che nel corso degli anni, è stato attraversato anche sotto la pioggia battente.

La festa negli ultimi anni si chiude il 6 febbraio, per la volontà dei cittadini di godere della presenza della loro amata Agata che fa rientro nella cattedrale in mattinata e saluta i suoi devoti per uscite il 17 agosto per qualche ora e poi attendere nuovamente l'arrivo del mese di febbraio.