Non solo tazzine | Le bevande al caffè che fanno grande l’Italia

Ci hanno privato per lungo tempo del caffè al banco, che però non è solo quello in tazzina. E se per il primo sorso bruno del mattino abbiamo imparato a farci la moka, per tutti quei momenti in cui il liquore al caffè era chiamato a fare il suo dovere, abbiamo dovuto arrangiarci rifornendo il carrello dei liquori. Se c’è chi, durante i vari lockdown, ha deciso di diventare sommelier del caffè, iscrivendosi anche al tostissimo Q Grader, c’è anche chi si è seduto ad aspettare che tornasse l’estate per sorseggiare di nuovo le frizzanti bevande scure, magari sulla riva di una spiaggia calabrese. Fuori dalla tazzina, dalla moka e dalle Chemex c’è un mondo, quello delle bevande al caffè: ecco quelle da provare almeno una volta nella vita.

Caffè Borghetti

Ideato nel 1860 dal signor Ugo, il Caffè Borghetti è forse la più famosa bevanda al sapore di estratto di chicchi bruni in Italia. Il proprietario del Caffè Sport inventò questa deliziosa bevanda durante l’inaugurazione della linea ferroviaria Pescara-Ancona. L’idea era quella di vendere il liquore corroborante ai clienti della vicina stazione. La miscela era fatta da caffè e alcool. Il successo del suo Caffè Borghetti portò il signor Ugo a produrre la bevanda a livello industriale e durante il periodo fascista questo liquore divenne insostituibile per le famiglie italiane. Negli anni Settanta la famiglia Borghetti affrontò una serie di problemi e il marchio finì in mano alla società Carpano e poi alle Distillerie Branca. Consumato con ghiaccio oppure liscio, oltre

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